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Iniziative agrarie: il popolo protegge gli accordi internazionali – premonitore per la IAD?

Autore: Dominique Zygmont, Caposezione Politica

24.09.18

Con il doppio NO alle iniziative agrarie, i votanti hanno respinto chiaramente il maggior protezionismo e il controllo dello Stato nel settore agricolo. In tal modo, proteggono l'integrazione della Svizzera nel diritto commerciale internazionale. Ma il pericolo non è ancora scongiurato.

Con sollievo, Swissmem ha preso atto del rigetto dell’Iniziativa Fair-Food e dell’Iniziativa per la sovranità alimentare. Nel corso delle ultime settimane si è riusciti a dimostrare agli elettori le conseguenze negative e imprevedibili delle due iniziative.

 

Il rigetto rappresenta un importante segnale, ossia che il popolo vuole mantenere le regole del diritto commerciale internazionale. Per la prosperità di un piccolo Stato orientato all'esportazione, come lo è la Svizzera, questo ha un'immensa importanza per ottenere la certezza del diritto e l'accesso al mercato. Le iniziative avrebbero messo in dubbio diversi contratti con importanti partner commerciali in tutto il mondo. Ne fanno parte anche i contratti bilaterali con l’Unione europea e diversi contratti di libero scambio.

 

Questo fine settimana abbiamo però ottenuto solo una vittoria di tappa. In sostanza, l’iniziativa per l’autodeterminazione (IAD), sulla quale voteremo a novembre, riguarda le stesse domande: la Svizzera è un partner apprezzato e affidabile a livello mondiale? E la Svizzera può continuare a contare su una fitta rete di contratti, con i quali difendere i propri interessi economici e politici? Per poter respingere anche questa aggressione al benessere svizzero, nei prossimi tre mesi Swissmem si impegnerà con forza contro l’Iniziativa per l’autodeterminazione. Dopo l’esito del voto sulle iniziative agrarie, i segnali sono favorevoli che anche in questo caso i votanti esprimano un chiaro NO.