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SÌ agli accordi bilaterali III:

Swissmem accoglie con favore la decisione di principio del Consiglio degli Stati

Swissmem accoglie con favore la decisione di principio del Consiglio degli Stati di approvare gli Accordi bilaterali III, rafforzando così le relazioni tra la Svizzera e l’UE. Gli Accordi bilaterali III hanno acquisito ancora maggiore importanza da quando la politica di potere, la formazione di blocchi e il protezionismo dominano la scena mondiale. Anche l’UE tende sempre più all’isolamento. Gli Accordi bilaterali III rappresentano l’unica possibilità praticabile per gettare un ponte ed evitare di essere discriminati. In caso di rifiuto del nuovo pacchetto di accordi, la Svizzera rimarrebbe esclusa. Le motivazioni alla base degli inasprimenti introdotti dal Consiglio degli Stati, in particolare nel settore della libera circolazione delle persone, sono certamente comprensibili, ma in questa forma non sono efficaci. Spetta ora al Consiglio nazionale definire gli adeguamenti in conformità con il trattato.

Per l'industria tecnologica svizzera è fondamentale poter accedere al mercato interno dell'UE nel modo più agevole possibile. Con una quota del 56% delle esportazioni, l'UE rappresenta il principale mercato di sbocco e un bacino di manodopera indispensabile. In un contesto internazionale attualmente molto teso, relazioni politicamente stabili con l’UE assumono un’importanza ancora maggiore quale presupposto per una cooperazione economica senza intoppi – sia per il benessere che per la sicurezza della Svizzera. Non c’è certo motivo di euforia, poiché ogni accordo richiede compromessi da entrambe le parti. La Svizzera ha però negoziato bene gli Accordi bilaterali III e ottenuto molto. I vantaggi prevalgono decisamente e nessuna alternativa al percorso di successo degli accordi bilaterali porterebbe alla Svizzera maggiori benefici.

Swissmem continuerà a impegnarsi durante le discussioni parlamentari contro gli elementi negativi contenuti nel pacchetto contrattuale, come l’adesione al programma Erasmus, il cui costo è inaccettabilmente elevato. Per quanto riguarda l’immigrazione, resta valido quanto già affermato: la politica deve finalmente mettere ordine in modo coerente nel settore dell’asilo. Swissmem respinge invece l’introduzione di una tassa sull’immigrazione a carico dei cittadini dell’UE che lavorano.

Bilaterali III: Il ponte per la parità di trattamento con gli Stati dell'UE e dello SEE

Ci troviamo in una fase di transizione dell'ordine globale: ci stiamo allontanando da un mondo multilaterale basato su regole per avvicinarci alla formazione di blocchi, alla politica di potere e all'isolamento. Con iniziative come «Buy European», misure di protezione dell'acciaio e leggi discriminatorie in materia di ammortamenti, anche l'UE e i singoli Stati membri stanno creando barriere commerciali che danneggerebbero gravemente l'industria tecnologica orientata all'esportazione. La Svizzera deve impedire di essere gradualmente esclusa in quanto Paese terzo. Si tratterebbe comunque di un autogol per l’UE: l’industria tecnologica svizzera è un attore fondamentale nelle catene del valore europee e fornisce un contributo decisivo alla competitività e alla resilienza dell’UE.

La Svizzera deve quindi continuare a rimanere strettamente integrata nel mercato interno. Questo è possibile solo con gli Accordi bilaterali III, che garantiscono un livello di integrazione economica simile a quello del SEE. Senza gli Accordi bilaterali III non disponiamo di alcuna base giuridica nei confronti dell’UE per essere tutelati da eventuali discriminazioni. Con gli Accordi bilaterali III la Svizzera può invece costruire un ponte, come ha dimostrato la decisione della Commissione europea in ottobre sull’«Industrial Accelerator Act»: la Svizzera viene trattata sostanzialmente alla pari degli Stati dell’UE e del SEE.


Domanda sul referendum: il Consiglio degli Stati approva un referendum obbligatorio «sui generis»

Una decisione storica del Consiglio degli Stati, presa nel corso delle consultazioni sui Bilaterali III, ha riguardato la questione referendaria: la Camera alta ha deciso di sottoporre gli accordi al referendum obbligatorio «sui generis» con maggioranza popolare e dei Cantoni. In questo modo, il Consiglio crea un ulteriore ostacolo che i trattati dovranno superare.

Libera circolazione delle persone: l’immigrazione nel mercato del lavoro non deve essere messa a rischio da ulteriori inasprimenti

La Svizzera ha ottenuto grandi risultati anche nei negoziati sulla libera circolazione delle persone. La migrazione rimane prevalentemente limitata all'attività lavorativa. Sulla base del diritto penale rimane ancora possibile l'espulsione dal Paese. È stata inoltre mantenuta la procedura di registrazione per i soggiorni brevi motivati da ragioni economiche. La Svizzera ha tuttavia dovuto fare delle concessioni per quanto riguarda i permessi di domicilio, elemento che può anche comportare maggiori costi per l'assistenza sociale. 

Il Consiglio degli Stati ha rivisto alcune di queste concessioni nell’attuazione nazionale, elemento che rappresenta una rottura con la libera circolazione delle persone: l’obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziario quando i cittadini dell’UE richiedono un permesso di soggiorno in Svizzera, nonché le restrizioni al diritto di soggiorno permanente, si discostano dal risultato dei negoziati e non sono conformi al trattato. Swissmem comprende le motivazioni del Consiglio degli Stati; gli adeguamenti dovrebbero però essere concepiti in modo conforme al trattato.

Per Swissmem, una tassa sull’immigrazione è la soluzione sbagliata. L’attenzione non dovrebbe concentrarsi sui lavoratori qualificati provenienti dall’estero che pagano le tasse, sono integrati e danno un contributo importante al benessere del nostro Paese. L’immigrazione di lavoratori di cui c’è urgente bisogno e che sono disposti a integrarsi non deve essere ostacolata, o addirittura resa impossibile, da problemi in altri ambiti della migrazione.

Per questo motivo occorre risolvere finalmente i problemi nel settore dell’asilo e combattere la migrazione irregolare.

Accordo sull'energia elettrica: fornitura di energia elettrica sicura e a costi vantaggiosi sul lungo periodo

Il nuovo accordo sull'energia elettrica sarà discusso dal Consiglio degli Stati durante la sessione invernale. Esso consentirà alla Svizzera di integrarsi nel mercato interno europeo dell'energia elettrica, rafforzerà la sicurezza dell'approvvigionamento e migliorerà la pianificabilità dei flussi transfrontalieri di energia elettrica. Per l'industria tecnologica svizzera, l'accordo è di importanza strategica. Apre il mercato dell'elettricità - pur mantenendo la libera scelta -, consente un uso ottimale dell'energia idroelettrica e tende a ridurre i prezzi dell'elettricità. 

Protezione dei salari: il Consiglio degli Stati approva anche la controversa misura n. 14

Swissmem si è sempre impegnata a favore di un mercato del lavoro liberale come fattore chiave di successo della piazza industriale svizzera. Lo abbiamo fatto anche nell’ambito dell’attuazione a livello nazionale degli Accordi bilaterali III. Il compromesso tra le parti sociali sulle misure di accompagnamento e la controversa misura 14 sulla tutela contro il licenziamento sono stati approvati dal Consiglio degli Stati. Mentre Swissmem ha sempre sostenuto il compromesso con le 13 misure, l’Associazione dell’industria tecnologica ha respinto la misura 14 sulla tutela contro il licenziamento, ritenendola fuori tema, ma dopo alcuni miglioramenti non l’ha più contestata. Swissmem conta ora sul sostegno incondizionato dei sindacati per gli Accordi bilaterali III nella campagna referendaria.

Contributi di coesione: il prezzo dell'accesso al mercato UE è accettabile

Infine, gli accordi bilaterali III e quindi l'accesso sicuro e migliorato al partner economico e di valore più importante hanno un prezzo: il Consiglio degli Stati ha approvato i contributi di coesione per un importo complessivo di 3,3 miliardi di franchi. Swissmem ritiene che tale contributo sia accettabile. 

Horizon Europe rafforza la capacità innovativa - Erasmus+ con troppo poco valore aggiunto

Il Consiglio degli Stati ha approvato la partecipazione della Svizzera a “Horizon Europe” e “Erasmus+” Per Swissmem, la piena associazione della Svizzera al programma di ricerca dell'UE Horizon Europe è di estrema importanza. Circa un quarto dei progetti finanziati va a beneficio delle PMI svizzere, dando loro accesso a competenze, reti e mercati dell'innovazione. Swissmem respinge invece la partecipazione al programma Erasmus+ approvata dal Consiglio degli Stati. Rispetto all’attuale soluzione svizzera, il valore aggiunto dell’adesione è troppo modesto, visti i costi notevolmente più elevati.

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Ultimo aggiornamento: 04.09.2024