Il risultato così serrato del voto dimostra che, nonostante le innegabili difficoltà, la maggioranza ha mantenuto il sangue freddo e ha deciso di respingere un’iniziativa che non avrebbe portato alcuna soluzione, ma avrebbe creato molti nuovi problemi.
Il malcontento di gran parte della popolazione – anche tra i sostenitori del «no» – è emerso chiaramente nel corso dell'intensa campagna referendaria. È rivolto contro la forte immigrazione degli ultimi anni e i rapidi cambiamenti, le infrastrutture sovraccariche e la carenza di alloggi nei centri urbani. Un ruolo importante è svolto dai problemi irrisolti nel settore dell’asilo, legati alla criminalità, alla scarsa disponibilità all’integrazione, agli abusi e alla mancanza di incisività da parte della politica e delle autorità. Molte persone avvertono un senso di estraneità nel proprio Paese di fronte alla presenza di numerosi collaboratori stranieri privi di conoscenze linguistiche locali, in particolare nel settore dei servizi, e di bambini di lingua straniera nelle scuole. E, non da ultimo, è innegabile che la politica e l’economia abbiano perso molta fiducia.
Risolvere i problemi – Riconquistare la fiducia
Alla luce del «no» espresso oggi, la classe politica e le associazioni di categoria sono quindi chiamate più che mai a risolvere i problemi legittimamente sollevati dalla popolazione, con un’azione risoluta (ad esempio in materia di asilo) e soluzioni liberali come nel settore degli alloggi. I numeri nel settore dell’asilo devono essere ridotti al minimo, le espulsioni devono essere massimizzate, devono essere richiesti adeguamenti nei trattati internazionali e presso la Corte europea dei diritti dell’uomo e i richiedenti asilo devono rispettare le nostre leggi e i nostri valori.
Il mondo economico ha il dovere di portare avanti i propri sforzi per offrire alla popolazione svizzera un posto di lavoro sicuro e prospettive per il futuro - sebbene tale obiettivo sia molto più difficile da raggiungere di quanto vogliano far credere gli slogan della campagna referendaria. Perché ciò possa avvenire, la politica deve creare incentivi affinché l'attività lavorativa sia anche redditizia. È necessario rinunciare a qualsiasi aumento dei costi accessori del lavoro, dato che tale denaro va a mancare nelle tasche dei collaboratori. Occorre inoltre eliminare i falsi incentivi: è ad esempio necessario verificare come i sussidi nel settore sanitario, per gli alloggi, per gli asili nido ecc. possano essere legati al grado di occupazione. Occorre inoltre far fronte al crescente numero di beneficiari di rendite AI dovuti a problemi psichici attraverso incentivi mirati e una maggiore integrazione nel mercato del lavoro.
Le aziende del settore tecnologico continueranno a impegnarsi con grande dedizione. Da sempre si affidano a personale qualificato locale, sia attraverso la formazione di 20'000 apprendisti, sia con l'impegno a favore della promozione delle discipline tecniche e della partecipazione delle ragazze fin dall'età prescolare, sia concentrandosi sulla formazione continua del proprio personale qualificato fino al conseguimento di un diploma presso il Politecnico federale (ETH). Tutto questo ha contribuito negli ultimi 15 anni a mantenere costante intorno al 18% la percentuale di collaboratori stranieri. Il problema della carenza di personale qualificato rimane comunque persistente. Il settore continuerà i propri sforzi, anche se l'introduzione di quote comporterebbe inevitabilmente enormi sfide a danno della collettività.
Revisione della legge sul servizio civile
Swissmem accoglie con favore l’approvazione da parte del popolo della modifica della legge sul servizio civile. Esse mirano a rendere più difficile il passaggio dall’esercito al servizio civile, garantendo così il mantenimento degli effettivi dell’esercito. In considerazione dell'aggravarsi della situazione di minaccia internazionale, è necessario rafforzare la capacità di difesa della Svizzera. Ciò contribuisce alla sicurezza del Paese, a vantaggio anche dell'attrattiva della piazza economica. L'esercito non ha bisogno solo di maggiori risorse finanziarie, ma anche di un numero sufficiente di effettivi.
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